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Rosso Marano

Gratuito Museo Città Creativa 20 Mag 2026 – 25 Giu 2026

Rosso Marano
Mostre

Descrizione breve

Ugo Marano nel suo Museo-vivo a cura di Gabriella Taddeo Ciclo di Piatti e Mattonelle Collezione WABI – Giardini emozionali Vernissage: mercoledì 20 maggio 2026 ore 18.00

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Organizzatore

Museo Città Creativa di Ogliara





Descrizione completa

Rosso Marano

 

Ugo Marano nel suo Museo-vivo
a cura di Gabriella Taddeo

Ciclo di Piatti e Mattonelle
Collezione WABI – Giardini emozionali

Vernissage: mercoledì 20 maggio 2026 ore 18.00

Rosso Marano

 

 

Cristina Tafuri
Per Ugo Marano. Di terra e di fuoco

Ugo Marano nella sua vita è stato sempre in contatto con i quattro elementi. Ha voluto essere in simbiosi con la natura, a mimetizzarsi come albero o diventare fruscio del vento. Il mare rappresentava per Ugo Marano il liquido amniotico, era nascita e rinascita sempre, ogni volta diverso come le onde del mare che non sono mai uguali.
Il mare, l’illimite mare come scriveva Walt Whitman, è il canto della sirena che avviluppa i nostri sensi nel desiderio di appartenere totalmente ad esso. Marano amava spesso andare scalzo per avvertire l’energia della terra, esserne parte, radice, fusto, foglie, ecco il suo rapporto con la ceramica a cui lui ha dato valore di arte, ai suoi vasi totemici che sembravano sfidare la legge di gravità per la loro estrema altezza.
In questo rapporto simbiotico con la natura l’eros diventa l’elemento naturale, forza primigenea, cosmica, secondo la dottrina filosofica, principio che tende alla bellezza, un principio antico che riguarda la pulsione e la sensualità.
L’argilla è morbida, calda, il vaso diventa utero, vagina, cavità profonda che trattiene l’uomo, il suo sesso. Anticamente i contadini spargevano il loro seme nella terra per propiziarsi un raccolto generoso, il fallo era totem, era magia, era vita nella terra che caldo lo accoglieva. Immagina apotropaica i lunghi e grandi falli dell’eros romano, soprattutto visibili nelle Domus Pompeiane. In queste opere di Ugo Marano in esposizione al Museo Città Creativa di Ogliara, l’esuberanza di queste figure dai falli spropositati emerge dal rosso vivo del colore che copre le mattonelle e i piatti, quasi a mostrare di un desiderio che troneggia prepotentemente col suo scettro di ferro infuocato. E come ci ricorda Picasso tra arte ed erotismo non c’è alcuna differenza
.


Filomena Direttore
Museo Città Creativa

Il Museo Città Creativa, nella sua nuova veste di piena accessibilità grazie alla recente realizzazione del progetto “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive” finanziato nell’ambito del PNRR, riapre le porte all’attività espositiva che si affiancherà a quella laboratoriale già in atto.
E dà il via a questo nuovo inizio proprio una piccola retrospettiva sull’ideatore e primo direttore artistico di questa realtà museale che si va ad innestare nella terra madre dell’argilla da sempre contrassegnata dalla produzione e lavorazione del cotto. Una identità ceramica che il Museo ha sempre cercato di mantenere ed anche di incentivare.
Ugo Marano fu eccellente maestro in questa atavica arte da lui definita non arte minore ma arte regina, madre di tutte le arti che emerge da tutti i siti archeologici e consente di ricostruire la vita delle genti del passato e dei loro modi di vivere.
Questo artista riuscì anche a sintetizzare nelle sue opere più anime creative che si estendono dal disegno, alla ceramica fino alla scultura.
Colgo questa occasione per ribadire gli obiettivi di Città Creativa volti prima di tutto a preservare e valorizzare l’identità del luogo ma anche a dare visibilità e forza a tutti i fermenti artistici ed artigianali di spessore dato che il livello di civiltà di un territorio si misura anche e soprattutto dalla ricchezza culturale che riesce a maturare e dalla qualità artistica che lo valorizza.
Ringrazio chi ha consentito questa esposizione mettendo a disposizione il materiale espositivo che consentirà ai fruitori di poter conoscere un significativo frammento della vastissima produzione di Marano che continua a parlarci di lui e della sua grande vena ideativa e creativa
.


Gabriella Taddeo
Curatrice Mostra

Il vasaio di Cetara ritorna a parlarci nelle stanze del Museo Città creativa di Ogliara che è stato una delle sue creature. La sequenza di opere in mostra insegue l’Eros come sacra trasgressione ed energia pura che cerca l’estasi. E’ la mente che parla al corpo e gli si avvicina nel suo gioco psicologico e seduttivo per risvegliarlo al di là dei limiti del Super-io e per sperimentare la pienezza dell’esistenza. Ce lo dicono questi esseri stilizzati dai corpi allungati ed immaginari senza identità che prendono vita nei suoi piatti e sull’area delle sue mattonelle. La stessa allusività erotica è anche nella raffigurazione del volatile che troneggiava sulla sua Fontana Felice.
Il rosso arriva come eco dalla casa dei Vetti e dalle altre case pompeiane giungendo fino a lui che lo reinterpreta come rosso selenio e lo rende assolutamente contemporaneo, spingendosi verso i confini del linguaggio e dell’esperienza interiore. La cromia del rosso è già da sempre e fin dai tempi arcaici dei Greci prima e dei Romani dopo, l’archetipo del fuoco come creatività, come arte in particolare ceramica ma anche come fiamma della passione, calore ardente che appartiene all’ eros.
Nei suoi tratti sembra di risentire l’eco profumato del cantico dei cantici che inneggia ai due diletti su di un lettoricolmo di fiori e che celebra la sessualità come dono divino nell’incontro fra due esseri che si fondono.
Ugo Marano ha avuto tanti volti; è stato artista puro nella sua completezza: designer, vasaio, scultore, performer. Lo hanno chiamato “talento visionario”.
Negli anni Settanta fu invitato a esporre alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Venezia e alla Triennale di Milano, nel 1982 al Centre Pompidou di Parigi. Nel 1991 fu il leader del gruppo dei “Vasai di Cetara” nella sua terra natia. A Salerno nel 1996 progettò e realizzò la Fontana Felice.
Ugo Marano muore nel 2011, e la produzione di opere d’arte è attualmente conservata non solo in “Casa Marano” a Capriglia ma anche in molti spazi museali ed in luoghi privati di collezionisti che nel tempo hanno creduto appassionatamente in lui. La sua poetica si delinea come una innovativa visione che coniuga arte, natura e civiltà.
Il suo approccio non è solo estetico, ma etico, puntando alla salvaguardia dell’ambiente e alla valorizzazione della manualità. L’ artista spesso ha polemizzato contro la mancanza di senso civico, e per lui l’eleganza non risiede nella moda, ma nel rispetto della natura, del paesaggio e della comunità. Durante l’esperienza dei “Vasai di Cetara” (gruppo creato nel 1991), Marano promosse un lavoro creativo libero da schemi dogmatici e accademici, dando alla ceramica la dignità di arte contemporanea. I suoi disegni li definiva “pensieri ambientali” o messaggi legati al contesto paesaggistico e alla materia. La sua poetica è stata detta anche “stanza dell’utopia”, laddove è dimora mentale e spazio di libera creazione.
“Le rane torneranno a gracidare” si augurava l’artista nel manifesto relativo all’utopia economica che maturò insieme all’economista Pasquale Persico e che avrebbe dovuto rilanciare l’intera zona collinare di Rufoli. E proprio lì nacque il Museo Città Creativa, nel 1997 uno spazio- laboratorio della ceramica per lui madre di tutte le arti, arte regina disconosciuta. Marano credette in un museo vivo, necessario in una terra da sempre contraddistinta dalla lavorazione dell’argilla, disseminata di fornaci e di artigiani come ci ricorda lui stesso nel testo del suo Manifesto: “A Rufoli di Salerno esiste un paese dove c’è molta buona argilla che trasformata in terracotta assume due caratteristiche invidiabilissime il colore incarnato di bambina e il suono dolce e timbrico di campana. In questo paese vi sono molte fornaci che nel passato hanno dato lavoro alle persone del luogo e fornito mattonelle ai ceramisti di Vietri Sul Mare che le hanno decorate con grazia per adornare le chiese e le case”.

Luoghi collegati
Museo Città Creativa Musei ed archeologia Museo Città Creativa di Ogliara, Via di Ogliara, Salerno, SA, Italia

Data inizio

20 Maggio 2026


Data fine

25 Giugno 2026




Costo

Gratuito




Target

Tutti




Altre informazioni

http://museocittacreativa.comune.salerno.it/

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.Rosso Marano

Notizie dell’evento

Non ci sono notizie per questo evento

Comune di Salerno
Via Roma – Palazzo di Città, 84121 Salerno
C.F. 80000330656 P.IVA 00263650657

Email: cultura@comune.salerno.it

Segnalazione disservizi sul portale: 
utd@pec.comune.salerno.it

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