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Castello di Arechi

Il Castello di Arechi domina la città di Salerno dall’alto ed è presente in tutte le rappresentazioni storiche a partire dal Medioevo. Dalle sue terrazze si gode un panorama spettacolare e si ammira una delle migliori vedute del Golfo.

Sito Ufficiale

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Descrizione estesa
Cenni storici

 

Il castello detto ‘di Arechi’ è situato ad un’altezza di circa 300 metri sul ivello del mare, sulla collina Bonadies. Fu realizzato attorno al VI secolo dai Bizantini, che probabilmente ampliarono un antico castrum romano già esistente.

Nell’VIII secolo il principe longobardo Arechi II, dal quale la fortezza prende il nome, Nell’VIII secolo il principe longobardo Arechi secondo, dal quale la fortezza prende il nome, decise di trasferire a Salerno la sua corte e ne ampliò il sistema difensivo, facendo partire dal castello una possente cinta muraria ch cingeva tutta la città dalla collina fino al mare. Per secoli l’antico edificio ha mantenuto la sua funzione difensiva, subendo nuove modifiche in epoca normanna, angioina e aragonese, durante le quali ha raggiunto il massimo sviluppo.

La struttura conobbe le ultime trasformazioni nel Cinquecento, prima che le esigenze difensive venissero a cadere. il castello venne utilizzato come residenza temporanea dai principi Sanseverino, feudatari di Salerno, e con il tempo, perse la sua importanza fino a essere quasi completamente abbandonato con l’Unità d’Italia.

Nel 1960 la Provincia di Salerno ha acquistato il castello dagli ultimi proprietari, avviando lunghi e complessi lavori di restauro e permettendo lo svolgimento di nuove attività di scavo. Dagli anni ’80 del secolo scorso, l’intero complesso ha cominciato a essere restituito al pubblico, fino ad arrivare alla completa riapertura negli anni Duemila.

 


Il Castello oggi

L’attuale configurazione risale al Cinquecento, quando furono apportate le ultime modifiche funzionali, prima che le esigenze difensive mutassero e il castello perdesse progressivamente la sua importanza.

Oggi la fortezza conserva le tracce architettoniche dei diversi periodi di cui è stata protagonista. Realizzata in blocchi di pietra scura locale, presenta una struttura centrale e una serie di recinti o compartimenti, che consentivano di aumentare le possibilità di difesa del complesso. Del sistema difensivo del castello faceva parte anche il Torrione, una massiccia costruzione a pianta quadrata, che domina il mare a est della città. Poco più in alto, su uno sperone roccioso al di sopra del castello, si trova la torre detta “La Bastiglia”, anch’essa parte del complesso difensivo.

Dal 2009 il castello di Arechi ospita un museo medievale dove sono esposti numerosi reperti rinvenuti durante le campagne di scavo archeologico e restauro condotte nel corso del Novecento. Tra i materiali conservati spicca soprattutto la ceramica, utilizzata per scopi militari tra il IX e l’XI secolo e successivamente per uso civile. Non mancano reperti in vetro e numerosi oggetti di metallo riconducibili alle svariate attività svolte nel castello, risalenti a un periodo ampio che va dall’alto medioevo all’epoca contemporanea.

 


Da scoprire 

 

  • La torre

Il primitivo impianto della torre, chiamata nei documenti turris maior, innalzata circa a metà del VI secolo dai Bizantini, è ancora oggi in parte riconoscibile. Si innalzava sulla roccia sviluppandosi su cinque o sei piani. La sua architettura si sviluppava utilizzando il perimetro murario continuo e una serie di piloni che a loro volta sostenevano gli archi e le volte dei vari piani

  • La Bastiglia

Si deve molto probabilmente ai Normanni la costruzione a nord della cima del Bonadies, su uno sperone roccioso, della Bastiglia, una vera e propria torre di controllo. Costituita da un unico vano, vi si poteva accedere soltanto con l’uso di scale o altri attrezzi rimovibili, a causa dell’evidente dislivello rispetto al di calpestio della campagna esterna.

  • La ceramica e i vetri

Gli scavi archeologici condotti nel Castello hanno portato alla luce numerosi frammenti di ceramica “a bande rosse”, caratterizzata da una decorazione con strette spirali o larghe fasce che descrivono archi consecutivi, ceramica protomaiolica, caratterizzata da rivestimento a smalto, e ceramica graffita. Al 1200 circa risalgono alcuni calici in vetro, la cui colorazione oscilla tra il verde e l’azzurro.

 


Curiosità / Da sapere 

 

  • Un castrum romano

Furono probabilmente gli abitanti della colonia romana di Salernum a costruire per la prima volta sulla collina Bonadies un vero e proprio presidio militare, la cui funzione principale era controllare e “tenere a bada” la minaccia dei Picentini, popolazione locale pronta a ribellarsi al potere predominante di Roma.

  • Un principe e un monaco

Arechi II, duca di Benevento e principe di Salerno, fu un vero e proprio mecenate nei confronti di molti uomini di cultura del suo tempo, tra cui Paolo Diacono, monaco e scrittore longobardo, autore dell’Historia Langobardorum. L’opera, scritta in latino, era costituita da sei libri e narrava la storia del popolo Longobardo dalle origini alla morte del re Liutprando nel 744.

  • Uno sport di altri tempi

In età medievale uno sport molto diffuso era la caccia, particolarmente amata dai signori e dai principi, i quali possedevano cavalli e cani addestrati a fiutare e seguire le tracce della preda. Una pratica molto diffusa era la caccia con i falchi, che venivano addestrati sia al basso volo, per abbattere le prede di soppiatto, sia all’alto volo, per abbattere appunto le prede dall’alto. Da qui ebbe origine l’arte della falconeria ancora oggi praticata da esperti falconieri.

 

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